Il Mio primo pompino con ingoio

Mi chiamo Laura, ho 44 anni e, a guardarmi ora, con i miei capelli castani mossi e un corpo ancora tonico grazie alle lezioni di yoga, nessuno immagerebbe che fino a pochi mesi fa ero una donna che evitava certi piaceri. La mia vita sessuale è sempre stata… vanilla, diciamo.

Mariti, relazioni stabili, sesso missionario e baci casti. Ma tutto è cambiato quando ho incontrato Paolo, un collega di 38 anni, affascinante e diretto, durante un seminario di lavoro. Eravamo in un hotel di provincia, e dopo una cena aziendale, le chiacchiere si sono trasformate in flirt. Abbiamo salito le scale tenendoci per mano, e nella sua stanza, l’aria si è caricata di tensione.

Ero nervosa, eccitata. Lui mi ha baciata con urgenza, le mani che mi slacciavano la camicetta, esponendo i miei seni pieni. Mi ha steso sul letto, leccandomi i capezzoli fino a farli indurire, mentre le sue dita scivolavano sotto la gonna, sfregando la mia figa attraverso le mutandine umide.

Io ansimavo, ma quando ha iniziato a spogliarsi, rivelando il suo cazzo eretto, spesso e venoso, un misto di paura e curiosità mi ha assalita. Non l’avevo mai preso in bocca. Mai. ‘Vuoi assaggiarlo?’ mi ha chiesto con voce roca, accarezzandosi piano.

Ho annuito, il cuore che batteva forte. Mi sono messa in ginocchio sul tappeto, le mani tremanti che lo afferravano alla base. Era caldo, pulsante, e il suo odore muschiato mi ha invasa. Ho avvicinato le labbra alla cappella gonfia, leccandola timidamente con la lingua.

Lui ha gemuto, incoraggiandomi: ‘Brava, prendilo in bocca’. Ho aperto la bocca, facendolo scivolare dentro, sentendo la pelle liscia contro il palato. Ho iniziato a succhiare piano, la testa che si muoveva su e giù, mentre la saliva lo bagnava tutto.

Paolo ha afferrato i miei capelli, guidandomi con gentilezza. ‘Più profondo,’ ha mormorato, e io ho provato, spingendolo fino in gola, lottando contro il riflesso di vomito. Le mie labbra si stringevano intorno all’asta, la lingua che roteava sotto, leccando la vena pulsante.

Lo sentivo gonfiarsi di più, il suo bacino che spingeva leggermente in avanti. Io acceleravo, succhiando con avidità crescente, le mani che gli massaggiavano le palle pesanti. Il sapore salato del suo pre-eiaculato mi riempiva la bocca, e stranamente, mi eccitava. La mia figa pulsava, bagnata, mentre lo servivo in ginocchio.

‘Non fermarti,’ ha grugnito, il respiro affannoso. Io continuavo, la testa che bobba veloce, le guance incavate per la suzione. Sentivo i suoi muscoli tendersi, il cazzo che tremava contro la mia lingua. ‘Sto per venire,’ ha avvertito, ma io non mi sono staccata. Volevo tutto.

Con un ringhio profondo, ha esploso: fiotti caldi di sperma che mi schizzavano in gola. Ho ingoiato d’istinto, il liquido denso e amaro che scivolava giù, mentre succhiavo ancora per prenderne ogni goccia. Lui pulsava, svuotandosi completamente nella mia bocca, e io ho deglutito, sentendomi potente, sporca, viva.

Quando si è ritratto, le labbra gonfie e lucide, mi ha tirato su per baciarmi. ‘Sei stata incredibile per la prima volta,’ ha detto, e io ho sorriso, il sapore di lui ancora in bocca. Quella notte non è finita lì: mi ha scopata con foga, ma quel pompino, quel primo ingoio, mi ha segnata.

Ora, a 44 anni, non vedo l’ora di riprovarci, di sentire di nuovo quel calore riempirmi la gola, di assaporare il suo piacere. È stato il mio risveglio, un piacere orale che non sapevo di desiderare così tanto.